
Ciao sono Marco, sostenitore entusiasta della libertà sessuale, formatore e presidente del Brescia Checkpoint, un ente del terzo settore che si occupa di HIV. Ogni settimana scopriremo insieme
dove testarci per HIV e le altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST)
come tutelare il nostro diritto alla salute
quali sono le ultime strategie di prevenzione e benessere sessuale
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In Italia non c’è un percorso di laurea dedicato o un riconoscimento ufficialee che definisca la professione di educatore o educatrice sessuale. Ma ci sono un bel po’ di corsi.
Quello che ho scelto è il corso di perfezionamento in Progettazione e valutazione di percorsi di Comprehensive Sexuality Education e faceva parte di EduForIST, un progetto nazionale nato per portare nelle scuole italiane la Comprehensive Sexuality Education (CSE): un lavoro enorme di rete coordinato dall’Università di Pisa insieme a quelle di Verona, Foggia e La Sapienza, con il supporto scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità.
Uno dei motivi per cui ho scelto di frequentare questo corso e non altri (più costosi, per altro) è la sua integrazione tra università e terzo settore: hanno partecipato attivamente realtà storiche come il Circolo Mario Mieli, Anlaids, Arcigay, Caritas, CICA, CNCA, Croce Rossa e LILA. Insieme hanno costruito moduli su consenso, gestione delle emozioni, identità e prevenzione delle IST, basandosi su evidenze scientifiche e non su pregiudizi.
Purtroppo, nonostante il successo delle fasi pilota, i Ministeri della Salute e dell’Istruzione non ha rinnovato il finanziamento del progetto, interrompendo un percorso sistematico che finalmente stava provando a colmare il vuoto educativo italiano. Questo significa che, ancora una volta, la responsabilità cade su di noi, quelle povere stronze delle associazioni.
700 euro ben investiti
Il corso è durato da febbraio a maggio 2025. Per portarsi a casa il certificato serviva il 70% della frequenza. Le lezioni erano online con tre eventi in presenza a Roma, Bari e Pisa. Mi è bastato frequentare tutte e andare due giorni a Pisa per raggiungere la percentuale di frequenza richiesta.
In tutto, tra iscrizione e trasferta, avrò speso 700 euro. Un investimento che rifarei, nonostante tanti degli argomenti già li conoscessi bene perché sono pane quotidiano del Brescia Checkpoint: U=U, PrEP, IST, epidemiologia e vaccinazioni.
Però è stato comunque importante confrontarsi dal con altre realtà, approfondire la contraccezione sulla quale noi associazioni HIV ci formiamo sempre troppo poco e imparare a progettare e valutare i progetti di CSE (Educazione Sessuale Comprensiva) nelle scuole: capire come costruire interventi che funzionino davvero e che promuovano una sessualità consapevole.
Il lavoro finale consisteva nella scrittura di un diario delle nostre riflessioni su quello che avevamo imparato. Un modo per fermarsi un attimo e pensare a come integrare tutto questo nel lavoro di ogni giorno.
Ma non cambierà niente
Nonostante siano letteralmente sei anni che parlo su internet di prevenzione HIV i prevenzione, e da quasi due che faccio attività sul territorio bresciano con la nostra associazione, confesso di sentirmi più sicuro con questo certificato in mano. Ovviamente, questo non cambierà il mio approccio: sarà sempre non giudicante e forse troppo sopra le righe, ma disponibile e sempre sul pezzo sugli strumenti che prevenzione combinata ci offre.
Anzi, continuerò a ribadire che certe modalità di parlare e di affrontare il sesso sono sbagliate e fanno solo danni. Dobbiamo parlare di sessualità in maniera onesta e concreta, e non in un ipotetico iperuranio in cui le persone fanno sempre sesso nel modo che (secondo noi) è giusto.
E se dovessi scegliere proprio una cosa che non dirò mai come educatore sessuale è: dovresti provare meno vergogna.
La vergogna non scompare a comando perché te lo dice “un esperto”. La vergogna proviamo a smontarla insieme, analizzando da dove arriva (spoiler: spesso dalla società, non da te).
Ma soprattutto abbiamo anche il sacrosanto diritto di avere vergogna, perché non tutte le persone funzionano in maniera uguale.
E per me, che non ho paura neppure del diavolo, è un lavorone quello di accogliere la vergogna delle altre persone senza pretendere di cambiarle.
Accogliere senza condizioni, senza investimento, partendo dal lavoro che dobbiamo fare come educatori e educatrici: che non è tanto quello di educare le altre persone, ma educare noi stesse a smontare i nostri pregiudizi e il nostro "crederci stocazzo". Ed è quella la cosa più difficile. E io sbaglio tutti i giorni.
Corsi di educazione sessuale validi, per me
Visto che il progetto EduForIST al momento è fermo e non sappiamo se e quando tornerà disponibile, vi lascio un paio di consigli:
🐷 Ultime novità su salute sessuale e diritti
Hanno analizzato 21 studi sulla PrEP e hanno concluso - ma noi lo sapevamo già - che la PrEP è uno strumento efficace di prevenzione HIV per tutte le persone
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Io sono Marco, sostenitore entusiasta della libertà sessuale. Presidente del Brescia Checkpoint, formatore, content creator e operatore alla pari.




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