Sostanze:come parlare di pericolo senza puntare il dito
Noi con il PV e il chemsex abbiamo provato a fare così

Ciao sono Marco, sostenitore entusiasta della libertà sessuale, formatore e presidente del Brescia Checkpoint, un ente del terzo settore che si occupa di HIV. Ogni settimana scopriremo insieme
dove testarci per HIV e le altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST)
come tutelare il nostro diritto alla salute
quali sono le ultime strategie di prevenzione e benessere sessuale
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È il grande dilemma di noi che ci occupiamo di salute e prevenzione:
come evitare che le persone subistano conseguenze gravi a causa di comportamenti che potrebbero essere pericolosi?
spaventare e giudicare può essere da deterrente?
qual è l’equilibrio tra per ridurre il danno puoi fare questo e questo e non farlo! È super pericoloso e muori!
è più importante l’autodeterminazione delle persone o la loro sicurezza?
se scegliamo la sicurezza, come si fa a proteggerle? Andiamo casa per casa a impedire di fare uso di sostanze? Sarebbe giusto?
Non ho una risposta, ma - come Brescia Checkpoint, ASA Milano e Gruppo Salute Arcigay Milano e Milano Checkpoint - ieri siamo uscite su Instagram con un post sul chemsex, nelle specifico sulla sostanza MDPV, più conosciuta come PV.
Chemsex: cos’è
È la pratica di avere rapporti sessuali in associazione con l’assunzione di sostanze psicotrope. Nonostante non sia un fenomeno limitato alle persone GBTQIA+, è relativamente diffuso all’interno delle nostre comunità. È uno spazio dove sesso e chimica si intrecciano per cercare più piacere e più connessione, ma proprio perché tocca la nostra intimità e ci sono dei rischi, dobbiamo sapere bene come gestirlo.
Analizziamo il nostro post sul PV
In un’ottica di reale riduzione del danno ci è sembrato più opportuno focalizzarci solo su una sostanza, il PV, che è quella che al momento ci preoccupa di più.

Come immagine di apertura abbiamo ricreato (usando grindr.andreyan.com) uno screenshot dell’app Grindr, perché è lì che spesso le persone si avvicinano al chemsex, chiamato anche festa.
Nel post abbiamo spiegato cos’è il PV, con alcuni consigli per ridurre il danno e abbiamo anche sottolineato:
Ad oggi nessuna dose di PV è considerata sicura. Nell’ottica di riduzione del danno ne viene sconsigliato l’uso, a favore di altre molecole stimolati di cui si conoscono dosi sicure e dagli effetti collaterali più blandi.
Potrebbe sembra un incitamento a usare altre sostanze, ma tant’è.… Se proprio una persona vuole farne uso, meglio che scelga qualcosa di più sicuro.
Una persona nei commenti al post ha scritto Ma non sarebbe il caso di scrivere “non fate chemsex” punto e basta?
Abbiamo anche inserito i contatti dei centri di supporto e dei SerD (Servizi per le Dipendenze) su Milano e Brescia.
A Brescia siamo state fortunate: abbiamo parlato personalmente con le professioniste sanitarie che gestiscono il servizio e si sono dimostrate aperte al dialogo e disponibili.
E abbiamo terminato il post così:
La preoccupazione per il PV non ci può paralizzare: ci deve spingere a parlarne, ad esserci. Non è facile dirlo: siamo preoccupatə.
Crediamo nell’autodeterminazione, ma conosciamo i rischi del PV.
Per questo scegliamo di non far finta di niente, di restare disponibili e aprire uno spazio di confronto. Per far si che nessuna persona debba affrontarlo in solitudine.
Qui la guerra non può entrar (cit. Queen of Saba)
La guerra alla droga non ci piace e l’unico modo per contrastare la guerra non è tirare fuori le palle, ma tirare fuori l’unica cosa che vale la pena tirare fuori nei momenti di difficoltà: il cuore e la propria vulnerabilità.
Se l’abuso di sostanze nella comunità LGBTQIA+ è anche dovuto alla pressione di una certa mascolinità tossica che pretende che non chiediamo mai, un piccolo antidoto può essere la trasparenza di mostrare le proprie paure, le proprie contraddizioni e aprire un varco al dialogo.
In questa esplosione di retorica (ma davvero sentita) vi rimando a questo post di fanclau, che mi ha fatto piangere
Questa è dunque la mia piccola lettera a tutte le adolescenti edge schifate dal catechismo che sono in noi. Ci voglio invitare innanzitutto a chiederci cosa stiamo facendo di utile.
(Le forme di aiuto al prossimo portate avanti dalla chiesa sono spesso paternaliste e invalidanti, le forme di aiuto al prossimo portate avanti da noi molto spesso sono inesistenti).
E poi a scegliere l’amore [… ] quando si sta male per lo stato del mondo, perché vuol dire scegliere di agire e scegliere di non agire da sole
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Io sono Marco, sostenitore entusiasta della libertà sessuale. Presidente del Brescia Checkpoint, formatore, content creator e operatore alla pari.



